Tra Germinie e Gervaise: le donne del naturalismo. Premessa.

[Questo è il primo di tre post. Nei prossimi due presenterò la storia di Germinie, scritta dai fratelli de Goncourt in Germinie Lacerteux, e Gervaise Coupeau in L’Assommoir. Due donne raccontate da scrittori del naturalismo e legate da fili molto stretti. Buona lettura!]

Tra la pubblicazione di Germinie Lacerteux (1865) e quella de L’Assommoir (1877) trascorsero solo dodici anni. Dodici anni in cui i Goncourts produssero una decina di romanzi (dopo la morte di Jules, scritti unicamente da Edmond) e in cui Zola scrisse i suoi primi libri dell’enorme progetto dei Rougon-Macquarts. Se l’impatto di Germinie sul giovane Emile è attestato da un entusiasta articolo dello scrittore sul Salut public di Lyon (23 gennaio 1865), da leggere come un vero e proprio manifesto programmatico per l’intera attività letteraria zolaiana, il romanzo in cui Zola omaggia più concretamente la figura di una donna che per “amore” (o qualcosa di simile) butta all’aria il proprio destino è L’Assommoir.

I punti in comune: entrambe sono donne che si rovinano per un uomo. Nella lettura di entrambi i romanzi il lettore si chiede continuamente: “Ma insomma, perché non te ne vai?”. Con entrambe le donne la tentazione è un po’ quella di abbracciarle e un po’ di cercare un bastone per farle tornare in sé.

Le differenze: Germinie cerca la rovina, mentre a Gervaise la rovina capita (e tenta inizialmente di opporsi con tutte le sue forze). Germinie ha una forza autodistruttrice notevole, che è molto comodo mettere sotto la dicitura “ossessione d’amore”; Gervaise, al contrario, è sommersa dalle sfortune della sua vita e, dopo molti sforzi, si arrende. Sono due sconfitte, due vittime, ma probabilmente in un ipotetico dialogo non si sarebbero capite.

Nell’articolo del 1865, Zola scrive:

L’histoire de cette fille est simple et peut se lire couramment. Il y a […] dualité en elle: un être passionné et violent, un être tendre et dévoué. Un combat inévitable s’établit entre ces deux êtres; la victoire que l’un va remporter sur l’autre dépend uniquement des événements de la vie, du milieu. Mettez Germinie dans une autre position, et elle ne succombera pas; donnez-lui un mari, des enfants à aimer, et elle sera excellente mère, excellente épouse.

Non credo. Germinie non sarebbe stata in grado di essere felice neppure con un uomo buono perché, come scrivono i Goncourt:

En parlant mariage à Germinie, Mlle de Varandeuil touchait la cause du mal du Germinie. Elle mettait la main sur son ennui. L’irrégularité d’humeur de sa bonne, les dégouts de sa vie, les langueurs, le vide et le mécontentement de son être, venait de cette maladie que la médicine appelle la mélancolie des vierges. La souffrance de ses vingt-quatre ans était le désir ardent, irrité, poignant du mariage, de cette chose trop saintement honnête pour elle et qui lui semblait impossible devant l’aveu que sa probité de femme voulait faire de sa chute, de son indignité.

L’indignité a cui si riferiscono è lo stupro subito appena arrivata a Parigi da Germinie. Un carattere irrazionale, dominato dalle passioni, e una cocciutaggine patologica completano il quadro di una donna condannata all’infelicità perenne.

Edmond et Jules de Goncourt, Germinie Lacerteux, UTET 2009.

Emile Zola, L’Assommoir, Milano 1966.

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